INTERVISTA MICSU

Forse pochi ancora conoscono l’esperienza di partecipare ad un DRUM CIRCLE facilitato. Emozioni e allegra condivisione accompagnano questa pratica che può essere definita musicoterapica. Le persone che decidono di partecipare, non necessariamente devono avere nozioni di ritmica o musicali. L’importante è lasciarsi andare. Ovviamente c’è un “facilitatore”, una persona che modera il cerchio e armonizza il tutto…

Per Drum Circle in genere si possono intendere due-tre diverse tipologie di approccio, e negli altri tipi che non sono il cosiddetto “facilitato” i risultati sono diversi.
In altre modalità infatti il facilitatore o non è presente affatto, oppure è semplicemente il leader del gruppo il quale esegue la musica che il leader indica, piuttosto che essere facilitato nell’espressione della propria musicalità del momento…

La musica è magica, si sà, fin dall’antichità determinati suoni e frequenze venivano usate in perduti riti sciamanici per guarire e unire le comunità…
Da subito, fin dai primi momenti in questo cerchio di tamburi si respira empatia e ci si trova a proprio agio anche se per lo più non ci si conosce… La musica, il comune intento, l’azione comune uniscono e liberano allo stesso tempo. Ci si sente bene, si sorride, ci si scarica, ci si rilassa. Lo spirito e le emozioni vitali di ognuno vengono a galla in un’atmosfera gioiosa e in un turbinio di suoni ritmici e cadenzati. Ognuno dei partecipanti percuote i tamburi e gli strumenti a sua disposizione seguendo il proprio istinto e alla fine tutto il cerchio partecipa ritmicamente alla creazione di una composizione musicale ritmica. Piano piano tutti riescono a percepire il resto del gruppo, a fondersi nel cerchio di cui fanno parte e ad immergersi nel ritmo da loro stessi creato. Aumentano l’autostima e la creatività e tutto ciò non può che far bene ad ognuno di noi.

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http://www.drumcirclespirit.it/2017/05/30/intervista-micsu/
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