OSHO TIMES GIUGNO 2012

Nessuno è sul palco
Nella mia esperienza di musicista, ho notato spesso che nel momento in cui un musicista condivide la sua musica da uno spazio meditativo, chi ascolta viene trasportato in un reame di ascolto espanso e può essere accompagnato verso il proprio silenzio. Questo a volte porta a osannare il musicista, come se fosse speciale. Spesso ho ricevuto dei complimenti, in questo senso, e accadeva proprio nei momenti in cui stavo suonando qualcosa che arrivava da uno spazio sconosciuto, uno spazio di silenzio ignoto anche a me. Quindi c’era sempre questo stacco fra l’essere considerato speciale e la consapevolezza che questa creatività non veniva da me, che era qualcosa “oltre me”. Per me era sempre un po’ imbarazzante… sì, è bello ricevere complimenti, ma la constatazione era che chiunque in uno spazio di rilassamento può suonare uno strumento semplice, che non ha bisogno di una tecnica incredibile, ed entrare nello stesso identico spazio.

Quando ho incontrato l’insegnamento del cerchio di percussioni facilitato – che ho imparato da Arthur Hull che è un pioniere in questo campo – per me è stato “come ricevere la manna”: da essere considerato speciale come individuo solitario che fa delle cose meravigliose, a creare le condizioni per cui un gruppo di persone possa entrare in questa magia, quella che noi chiamiamo “risvegliare lo spirito ritmico” e sentire ciò che “sta oltre” attraverso il suonare insieme, da uno spazio di uguaglianza, di unicità in un campo paritario, senza più nessuno sul palco.
Quindi durante la progressione di un evento di Drum Circle, tutti a un certo punto accediamo contemporaneamente a una gioia condivisa che va oltre la personalità, che va oltre la qualità del singolo ponendo allo stesso tempo un’enfasi sulla percezione della propria individualità e della propria unicità.

Dal caos al silenzio

Il Drum Circle si fa, naturalmente, in cerchio o cerchi concentrici se ci sono più di 30 persone. Tamburi e percussioni vengono sistemati alternati, in modo da non avere una saturazione con un suono solo. Quando il cerchio è superiore alle 15 -20 persone normalmente si parte dal caos, perché le persone non resistono e cominciano subito a suonare, a meno che il gruppo non sia troppo timido. Normalmente si parte dal caos e nel giro di un’ora e venti massimo due ore si ha un aumento dell’ascolto reciproco e della musicalità che generano una vera e propria orchestra in cui le persone sperimentano diversi livelli di espansione percettiva, di constatazione della propria creatività, della propria capacità come musicisti, della capacità di stare in dialogo. Ci sono molte cose che accadono contemporaneamente in un cerchio di percussioni. Il facilitatore è colui che facilita ciò che il cerchio vuole esprimere attraverso la parola del tamburo. Ogni Drum Circle è unico e completamente diverso da qualsiasi altro Circle ed è definito dall’energia delle persone che partecipano a quel cerchio in quel momento. Se le stesse persone partecipassero a un altro Drum Circle nella stessa stanza, anche solo un’ora dopo, manifesterebbero un’energia ed emozioni diverse, creerebbero una coesione e una musicalità differenti dal cerchio precedente. Ogni Drum Circle è sempre un viaggio nell’ignoto. Nessuno dice a chi è nel cerchio cosa e quando suonare, l’unico accordo stipulato è di cercare di andare insieme nel ritmo. Comunque ci sono dei trucchetti: il facilitatore dà delle istruzioni con un metodo che si chiama “teaching without teaching” (insegnare senza insegnare): ti insegno qualcosa senza passare attraverso la logica, ma ti porto direttamente nell’esperienza che poi stimola la sincronicità tra le persone; ad esempio degli “stop and go”, “call and response”, o “sculpting out”: tecniche di facilitazione che servono per far notare al singolo che esiste un gruppo, stimolare l’unità di gruppo e poi andare a sollecitare la percezione del sentire che si stanno creando delle canzoni, dei ritmi particolarmente armonici. L’immagine che Arthur Hull usa spesso è che come Michelangelo portava via da un grande blocco di marmo ciò che non serviva e così veniva rivelata la statua, così si fa nel Drum Circle, cioè scolpiamo ed enfatizziamo ciò che già funziona. Questo aumenta l’intelligenza del cerchio, rivela al cerchio la sua propria intelligenza; e più il cerchio comprende di stare facendo una cosa magica più si butta nell’esperienza e c’è un innalzarsi della coscienza di gruppo e anche individuale. L’obiettivo seguente del facilitatore è di terminare in una condizione di pace, in una sensazione di magia e di meraviglia, quindi si cerca di andare in una dimensione corale anche attraverso l’uso della voce, stimolando delle semplici canzoni o utilizzando delle frasi che possono essere facilmente percepite dal cerchio mentre sta suonando… oppure, come accade spesso, finendo con un’OM.L’idea è quella di andare nel silenzio con la stessa sorpresa con cui siamo arrivati al suono, quindi enfatizziamo il valore del silenzio e così magari si finisce con uno sfumare molto dolce.

Grazie ad Arthur Hull
Sono molto contento di aver incontrato Arthur Hull: è al di fuori del mondo di Osho, ma il suo insegnamento ne abbraccia completamente la visione. La visione di un essere umano armonico che è in grado di percepire, vedere, ascoltare e sentire la bellezza degli altri esseri umani oltre che la propria e di espandere la propria intelligenza in modo da creare bellezza, da lasciare il mondo più bello di come l’ha trovato.
Arthur è arrivato alla formulazione del Drum Circle facilitato tramite l’osservazione di due opposti: da un lato il cerchio di percussioni anarchico, quello che viene suonato nei parchi, in cui nessuno può suggerire agli altri una direzione più bella, perché altrimenti è accusato di abusare di potere, e dall’altro l’orchestra, in cui se non conosci il brano non puoi suonare, sei tagliato fuori. Lui ha scoperto come creare fiducia, un rapporto di fiducia nel cerchio e la musica diventa il riflesso della fiducia tra i partecipanti.
L’insegnamento di Arthur è aiutare l’emergere della musica nelle persone e lasciare che il fiore sbocci, tutto questo a livello ritmico, e questa è una cosa che è in sintonia con la meditazione.

Riconoscere l’unione tra gli esseri umani
C’è certamente anche una componente sciamanica in tutto ciò, perché mentre suoniamo il cerchio si assesta e si accomoda su delle ritmiche che mandano in uno stato di trance, più o meno cosciente, e quindi c’è la stimolazione della percezione, dell’intuizione, come in un rituale sciamanico che usa i tamburi; è una cosa che la maggior parte delle volte non viene verbalizzata, ma a livello inconscio qualcosa accade. E comunque tutto quello che unisce le persone al di là delle differenze è sciamanico: riconoscere che tutto ci parla, che lo “spirito” è contenuto in ogni cosa e in ogni persona non solo in quelle che ci stanno simpatiche.
Il cerchio di percussione è un ottimo medium per stimolare aspetti relativi alla meditazione e all’espansione della coscienza e può essere usato con qualsiasi tipo di gruppo di persone. È al di là delle credenze: non importa quello che queste persone credono, ci sarà sempre un’efficacia perché il corpo-mente vuole essere in ritmo con le persone o con il singolo che sta suonando. Quindi il Drum Circle è adatto a tutti: bambini, adulti, anziani, a persone diversamente abili, persone di qualsiasi sentiero spirituale. Può essere usato addirittura in azienda, o in qualsiasi situazione in cui si voglia rivelare o enfatizzare l’armonia di un gruppo di persone o di un team.
Naturalmente il mio contesto preferito sono i festival di meditazione, come quello di Miasto e altri, dove sento davvero la potenza di 10.000 Buddha che suonano assieme, celebrando il silenzioso centro che tutto abbraccia.

Harshil è direttore del centro Podere Amarti e tiene i Drum Circle in molti centri di meditazione, anche a Miasto.
Per informazioni sul suo lavoro vedi:
www.drumcirclespirit.it
www.podereamarti.it

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